Molti viaggi nascono per raggiungere una destinazione: poi ci sono imprese che iniziano molto prima della partenza e che noi siamo felici di supportare.
Quella di Matteo Ferrari è una di queste.
Da Piacenza fino ai 2.500 metri del Monte Spinale, a Madonna di Campiglio, risalendo in Vespa una pista da sci normalmente percorsa solo da gatti delle nevi e mezzi cingolati.
Un progetto che potrebbe sembrare una semplice follia, ma che in realtà è stato preparato con cura, attenzione ai dettagli e tanta determinazione.
Quando Matteo ci ha raccontato la sua esperienza abbiamo deciso di condividerla, perché ci ricorda una cosa che vale per ogni viaggio, piccolo o grande: la preparazione fa sempre la differenza.
«È un sogno che porto con me da quando avevo tre anni.» Tutto è iniziato molti anni fa.
Durante una vacanza a Madonna di Campiglio, Matteo vide una Panda cingolata risalire il Monte Spinale.
Fu in quel momento che si promise una cosa.
“Da grande lo farò anch’io.” Naturalmente non sarebbe stato semplice.
Per trasformare quel sogno in realtà sono serviti tempo, preparazione e tutte le autorizzazioni necessarie.
E, come racconta lui stesso, fino all’ultimo non era nemmeno sicuro di riuscirci.
Prima della partenza Matteo aveva un timore preciso.
Più della salita stessa, aveva paura di mettere troppo sotto stress la Vespa.
Salire così lentamente, mantenendo il motore costantemente ad alti giri, significava avere pochissima aria per raffreddarlo.
Il rischio? Grippare il motore oppure compromettere la frizione.
Per fortuna è rimasto soltanto un timore.
La parte davvero impegnativa è arrivata dopo.
La discesa. Nell’ultimo tratto, racconta Matteo, ha praticamente “sciato” con la Vespa.
Tra tutti i dubbi, ce n’era uno che riguardava direttamente il contatto con il terreno.
Le gomme. Matteo temeva problemi di aderenza e di slittamento.
Come si sono comportate le gomme che gli abbiamo consigliato e montato?
Alla prova dei fatti, racconta, il risultato lo ha sorpreso.
Qualche piccolo slittamento, a bassissima velocità, è stato inevitabile.
Ma le gomme gli hanno permesso di arrivare fino in cima in sicurezza.
E hanno dimostrato tutta la loro affidabilità anche durante il lungo viaggio da Piacenza a Madonna di Campiglio, affrontando pioggia, autostrada e frenate improvvise.
Le pendenze erano importanti. Davanti a lui c’era una pista dove normalmente salgono soltanto mezzi cingolati.
Lui, invece, era in sella alla sua Vespa.
«A un certo punto ho trattenuto il fiato, ho svuotato la mente… e ho iniziato a salire.»
Quando è arrivato in cima, l’emozione è stata difficile da descrivere.
Perché quel traguardo non rappresentava soltanto la fine della salita.
Era un sogno che aspettava di essere realizzato da tutta una vita.
Ogni giorno, nel nostro lavoro, prepariamo auto, moto e Vespe con destinazioni molto diverse.
C’è chi parte per le vacanze, chi usa il proprio mezzo per lavoro e chi semplicemente vuole viaggiare in sicurezza.
E poi c’è chi decide di realizzare un sogno che si porta dentro fin da bambino.
Il nostro compito è sempre lo stesso: fare in modo che ogni mezzo sia pronto ad affrontare la strada nel modo più affidabile possibile.
Qualunque sia la destinazione. Complimenti Matteo per questa bellissima impresa.
E grazie per aver portato anche un pezzetto di Cammi Gomme fino ai 2.500 metri del Monte Spinale.
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