Scritto da il 7 Luglio 2020

L’aquaplaning                                                           Massimo Cassano

L’aquaplaning, denominato anche sostentamento idrodinamico, è quel fenomeno di perdita di aderenza degli pneumatici che percorrono una superficie stradale su cui vi è un velo d’acqua più o meno consistente. A tale scopo, più alto è il livello dell’acqua, maggiore è l’aquaplaning, come illustrato in figura.

Per quanto detto, nelle giornate molto piovose bisogna prestare una maggiore attenzione. L’aquaplaning può essere centrale e laterale e può generarsi sia sugli pneumatici anteriori che posteriori. In questo articolo sono elencati gli accorgimenti specifici da adottare nel caso si verifichi questo pericoloso fenomeno.

  • L’aquaplaning dipende molto dalla tipologia di battistrada dello pneumatico e dal suo grado di usura. Se la scultura-design è molto consumata, l’aquaplaning aumenta proporzionalmente, perchè non vi sono intagli e scanalature abbastanza profonde da poter drenare o smaltire adeguatamente l’acqua presente sulla strada. A tale scopo è consigliabile ispezionare spesso il grado di usura delle quattro gomme.
  • L’aquaplaning predilige ancor di più le gomme larghe, più queste sono larghe, maggiore è la difficoltà nello smaltimento dell’acqua dal battistrada.
  • L’aquaplaning è influenzato altresì dalla velocità di guida del veicolo e dalla pressione di gonfiaggio degli pneumatici. Più elevata è la velocità, maggiore è l’aquaplaning, più alta è la pressione di gonfiaggio, maggiore è il fenomeno, perchè vi è evidentemente un minor appoggio dell’impronta a terra sulla superficie stradale.

ARTICOLO TRATTO DA Manuale del Gommista di Massimo Cassano

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